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II. Diversità religiosa contemporanea

Negli ultimi cinque decenni, la diversità delle religioni nelle società occidentali è aumentata in modo significativo. C’è stata una crescita sensazionale nel numero di nuovi corpi religiosi, alcuni di essi da poco importati all’Occidente principalmente dall’Oriente. Il precedente pluralismo religioso, che era quasi interamente ristretto a variazioni all’interno del Cristianesimo, si è esteso fino ad abbracciare nuovi concetti di spiritualità e nuovi movimenti derivati da altre tradizioni religiose. Gli orientamenti, insegnamenti, pratiche e modelli di organizzazione di questi vari corpi – sia indigeni sia importati – sono molto diversi, e spesso del tutto differenti dalle corrispondenti caratteristiche di chiese o sette tradizionali. Dovrebbe essere comunque chiaro che la coincidenza della richiesta di libertà religiosa da parte dei corpi internazionali e la proliferazione di nuovi movimenti religiosi è stata casuale. Le risoluzioni delle agenzie internazionali non erano specificatamente dirette alle questioni di tolleranza di queste nuove religioni. Piuttosto, riguardavano soprattutto la libertà di religione nel mondo comunista e le relazioni amichevoli tra le differenti fedi principali, presenti nelle società pluraliste. L’apparizione nell’Occidente di così tante minoranze spirituali è stata incidentale e lo spirito di tolleranza sostenuto dalle agenzie internazionali – tolleranza a cui hanno di sicuro diritto – non è sempre stato così prontamente esteso ad esse.

III. Tolleranza nella tradizione cristiana
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