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III. Conclusione

La mia conclusione è che Scientology, mentre differisce chiaramente dalla maggior parte delle chiese, confessioni e sette cristiane nelle credenze, pratiche e strutture organizzative, nondimeno soddisfa i criteri convenzionalmente applicati dagli scienziati sociali nel distinguere tra religione e non religione.

La mia conclusione è che Scientology, mentre differisce chiaramente dalla maggior parte delle chiese, confessioni e sette cristiane nelle credenze, pratiche e strutture organizzative, nondimeno soddisfa i criteri convenzionalmente applicati dagli scienziati sociali nel distinguere tra religione e non religione.

Il fatto che il materiale basilare della religione di Scientology sia organizzato in un modo “tipo business” non può avere alcuna implicazione per il suo status come religione. Un’opera d’arte cessa di essere un’opera d’arte quando è prodotta in modo efficiente per essere venduta o scambiata? È da ingenui pensare che qualsiasi nuovo movimento religioso possa sopravvivere nel mondo moderno senza un efficiente materiale base per le sue attività e come Canon Drury ha indicato, anche le antiche chiese cristiane oggigiorno non sono contrarie a intraprendere attività d’affari per sostenere o promuovere i loro riti religiosi a membri effettivi e potenziali. Privi dei benefici di proprietà-ricchezze ereditate, donazioni, patrocini e di un’appartenenza per “diritto di nascita”, i nuovi movimenti religiosi devono o agire in modo efficiente o perire.

James A. Beckford
dicembre 1980

Cenni Biografici sull’Autore

Quando il professor Beckford scrisse “Scientology, Scienza Sociale e la Definizione di Religione” nel 1980, era professore incaricato senior di Sociologia all’Università di Durham. Attualmente è professore di Sociologia all’Università di Warwick.

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