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III. Cerimonie e il loro Significato

La cerimonia del matrimonio che comunemente si può pensare essere religiosa e che venga condotta in chiesa, non è principalmente religiosa. È un contratto laico, tra due parti consenzienti e davanti a due testimoni. In origine la chiesa si rendeva conto di questo e per molti secoli seguiva la pratica dello Stato, sebbene spesso con una successiva benedizione della chiesa. Solo la successiva Riforma del Consiglio di Trento decretò che il matrimonio cristiano dovesse essere celebrato in una chiesa e da un prete. I Protestanti moderni e i missionari, che hanno cercato di imporre un matrimonio in chiesa ai convertiti, hanno seguito i decreti di Trento. Anche se il matrimonio è ritenuto essere un sacramento, un prete e una chiesa non sono fondamentali per la sua validità nella teologia cristiana. I celebranti del sacramento sono il marito e la moglie che officiano la promessa solenne l’un l’altro e questo potrebbe essere fatto religiosamente ovunque.

Molti paesi che hanno una tradizione cristiana, tuttavia, insistono che le cerimonie del matrimonio vengano condotte da un’autorità laica, un ufficiale di stato civile, un magistrato o un sindaco. Anche laddove ci sia una chiesa ufficiale, i matrimoni possono essere contratti in altre cappelle o da un ufficiale di stato civile. Non è perciò al servizio religioso del matrimonio di Scientology che noi dovremmo guardare per trovare le prove di fede e pratica religiosa.

I due più importanti servizi religiosi sono il battesimo, o il dare il nome ai figli, e la sepoltura dei defunti. Le credenze associate alle due cose sono profondamente connaturate alla nostra natura e storia e formano i sacramenti più comuni dell’umanità. Scientology crede nel thetan, la sua parola per l’anima immortale, che deriva dall’ottava lettera dell’alfabeto greco, theta e, forse, tenendo conto della sua forma ovale simbolica. Il servizio religioso dice che “lo scopo principale della cerimonia del dare il nome è quello di aiutare il thetan a orientarsi. Egli ha recentemente assunto il suo nuovo corpo”. Il thetan viene presentato al suo corpo, ai suoi genitori e ai suoi padrini. Si tratta evidentemente di una cerimonia spirituale e non materialistica.

In modo simile, nel servizio funebre di Scientology si fanno affermazioni spirituali. Si incoraggia l’anima verso una vita futura: “Vai ora, caro (defunto) e vivi un’altra volta, in un tempo e luogo più felici”. Credere in un qualche tipo di natura spirituale dell’uomo, che sopravvive alla morte, è forse la credenza religiosa più antica e più prevalente dell’umanità. Probabilmente non c’è una tribù né un popolo che non abbia mantenuto una qualche forma di credenza in una vita dopo la morte e la presenza di una tale credenza è un segno chiarissimo di religione.

Gli antichi egizi (non quelli moderni che sono Musulmani) credevano nelle anime e nelle divinità ed erano religiosi, come lo sono i Buddisti che si potrebbe dire strettamente che non credono in nessuna delle due, almeno nel senso occidentale della cosa. Ma entrambi ebbero rituali religiosi, a cui Scientology deliberatamente si avvicina.

IV. La natura religiosa delle credenze di Scientology
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