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IV. La Limitatezza della Cultura
nella Definizione di Religione

La gamma di variazioni religiose a cui sono stati estesi i principi di tolleranza e di non discriminazione è stata inizialmente piuttosto ristretta, abbracciando solo un numero limitato di confessioni cristiane e, in modo meno equo, gli ebrei. Il concetto di che cosa fosse una religione si è basato su questa molteplicità di movimenti giudeo-cristiani. La religione come tale è stata concepita essere di fatto un sinonimo del Cristianesimo e gli esperti di religione sono stati teologi che erano Cristiani a loro volta. Sono stati loro a fornire tradizionalmente le definizioni di che cosa fosse la religione e i loro concetti erano inevitabilmente espressi in termini esclusivamente cristiani. Le definizioni di religione dei teologi potrebbero essere considerate in gran parte accademiche, ma influenzano altre sfere più pratiche, tra le quali, non per ultimi i tribunali, a volte con risultati molto ingiusti. Come esempio, il risultato assurdo ottenuto da una definizione di religione legalmente adottata, ristretta e legata alla cultura, può essere citato in un caso in Inghilterra, alla fine del 1754, in cui un giudice, Lord Hardwicke, decretò che, sebbene la religione fosse un soggetto caritatevole, l’insegnamento del Giudaismo non lo era, decretando che i fondi lasciati da un testatore per l’insegnamento del Giudaismo si dovevano usare invece come fondo per l’insegnamento del Cristianesimo. Per i tribunali di quell’epoca, il termine “religione” non includeva il Giudaismo, significava solo Cristianesimo.

V. Definizioni moderne di religione
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